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  -  Artisti   -  Laura Patacchia

“aspettAmi-tessiture”

2016,

cm63x89,

spilli d’ acciaio temperati nichelati, tessuto di lino antico.

 

Da qualche anno a questa parte sento la superficie come una PELLE e con questo lavoro di spilli è come se scrivessi un DIARIO di SOLITUDINE SPERIMENTALE SEGNICA _ tra gli spilli e il disegno c’è una METAMORFOSI COMPARATA.

Gli spilli rappresentano se stessi come condizione umana /mistica/dolore ma rappresentano anche una condizione di speranza visto il loro rapporto con la luce, in più diventano TRACCE di SEGNI sopra una superficie in continuo divenire, a volte disegnano anche delle mappe.

SEGNI che sono emersioni di luminosità e cambiano secondo la superficie che vanno ad abitare, creano dei micro bagliori a tal punto che guardando, non si riesce a stabilirne un margine definito e la percezione del lavoro si disperde.

Tutto questo si trasforma in una condizione di INDICIBILITÀ, che è propria dell’animo umano e sempre in rapporto al buio e all’oscurità’, oscurità sentita come spazio interiore del sé. Indicibilità perché il pensiero non può autodefinirsi, ma si sviluppa secondo le sue necessità linguistiche o d’interazione o di racconto.

In questi lavori c’è il desiderio di esorcizzare la sofferenza, c’è un DESIDERIO di GUARIGIONE, emanano una SECONDA PELLE in una possibilità di RINASCITA LUMINOSA e tutto il lavoro si concentra sulla necessità di fare luce, CERCARE la LUCE.

Negli arazzi oltre al discorso della PELLE si apre una ricerca legata fortemente al tempo e tutto quello che nel tempo si deposita, trasforma e deteriora. Qui la METAMORFOSI COMPARATA è a tre voci, perché ci sono gli spilli a rappresentare se stessi, sono tracce di segni legati alla luce, e sono anche tracce di segni legati alla RUGGINE; ai segni che la ruggine lascia sul tessuto.

Il senso più importante del nostro corpo è il tatto, ci dà coscienza della profondità, dello spessore, della forma. Il tatto ci da coscienza dello SPAZIO. “ …. E questo perché lo spazio è un certo possesso del mondo da parte del mio corpo, una certa presa del mio corpo sul mondo.” (M. Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione). La pelle è il più sensibile dei nostri organi, è anche il primo mezzo di comunicazione e di protezione e il nostro corpo ne è ricoperto completamente, noi amiamo e odiamo, ci emozioniamo o irritiamo attraverso la pelle, è l’eros. La pelle ha una MEMORIA, e l’esperienza tattile o la sua mancanza influisce sul nostro comportamento. Nel 1998 ho realizzato il primo l’arazzo e dopo tanti anni il tessuto è segnato dalla RUGGINE, diffusa in molte parti di penetrazione degli spilli. Ho accolto l’epifania e ripreso quindi a lavorarci lasciando tutti i micro segni che la ruggine nel tempo aveva tracciato, lasciando dei silenzi: sottraendo alla superfice il metallo per lasciare spazio alla ruggine come segno; un po’ come accade alla nostra pelle quando la vita lascia i suoi segni.

“E la ruggine poi non è forse un’estroversione del dolore? Non è forse l’immagine materiale di un dispiacere che rode? “ (“La terra e il riposo”, G.Bachelard).

“LA CITTA’ DI PERLA”

2015,

Dimensioni ambientali,

Filo di rame smaltato, mix media, filo elastico intreccio ad uncino,

Fremocco’s house, Deruta.

 

LA CITTA’ DI PERLA

…..Con una parte della vita che si oscura nella CAVERNA, ecco le case lucerne, dove tutto inizia per esprimere una necessità di far luce. CASE intersecandosi in tutte le variabilità, in un ripetersi sospeso fino a chiudere e formare una possibile piazza notturna che chiude il mondo e la prima voce della carne.

È un rito magico questo farsi casa, è lo starsi dentro, abitarsi abitando orientamenti. È la possibilità di un riconoscersi fra una folla assente e trovarsi nudo passante tra assenze su ipotesi di passaggi. Tra trame costruite ad uncino un mondo costruito in miniatura, un microcosmo di-dentro che osserva luoghi magici, ma con la paura di perdersi, è qualcosa che sperimenta il passato e che va rimesso in movimento.

Abitare la coscienza come traccia è cercare un’alba sgombra a venire come qualcosa che non ha cessato di consumarsi. La città del sole è sotto il segno di un recinto, io la abito, ha sullo sfondo uno scenario costruito per celare il proprio mistero, forse una penombra di una caverna illuminata da lucerne interiori. Case che stingono verso un giorno che sorge. Case anamorfizzate, case occhi alla Kubin con sussurri intorno….(frammento tratto dal testo sul catalogo La città di Perla , par. 3, A. G., edizione Fremocco 2015). Il lavoro è ispirato al libro di Kubin dove la città è il viaggio interno a noi, nell’altra parte, e dove l’essere vive proprio del suo tendere verso il profondo.

 

 

 

 

“CORPO-CASA”

2015/2021,

cm 25×35 cad, misure variabili,

Disegni, vetro, matita, china, caffè, pastello ad olio, acquerelli, tempere, foto antiche, pizzo, pietre preziose, collage.

Particolare dell’installazione portAmiacasa, 2015, Fremocco’s house, Deruta.

 

Alla domanda: “che cosa succede esattamente nel Paese del sogno ? Come si vive?” non potrei proprio rispondere . Le potrei descrivere soltanto la superficie, ma l’essenza dell’uomo del sogno è caratterizzata proprio dal suo tendere verso il profondo. Tutto è impostato su una vita il più possibile spiritualizzata; i dolori e le gioie dei contemporanei sono estranei all’uomo del Sogno. E, dato il suo criterio di valutazione del tutto diverso, è naturale che gli rimangano estranei. Tutt’al più, anche se in modo relativo, il concetto di “stato d’animo” potrebbe forse esprimere l’essenza della questione. I nostri abitanti provano soltanto stati d’animo, anzi, meglio, vivono soltanto di stati d’animo; tutta l’esistenza esteriore, che essi si organizzano secondo i loro desideri con un lavoro in comune il più possibile coordinato, fornisce, in certo qual modo solo materiale grezzo. E a che questo non venga a mancare si provvede naturalmente in maniera sovrabbondante.

Ma l’abitante del Sogno non crede a null’altro che al sogno, al suo sogno. Questo, da noi, viene curato e sviluppato, il disturbarlo sarebbe un inconcepibile delitto d’alto tradimento. (“ L’altra parte “ Alfred Kubin). Il lavoro è ispirato al libro di Kubin dove la città è il viaggio interno a noi, nell’altra parte, e dove l’essere vive proprio del suo tendere verso il profondo.

 

 

 

 

LAURA PATACCHIA

 

Nasce a Terni nel 1974, frequenta l’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia, nel 1999 si diploma in Pittura, sempre nel 1999 frequenta la cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bilbao seguendo il corso di Ángel Bados. Nel 2001 partecipa al un workshop in Bosnia nell’ambito della Biennale dei Giovani artisti dell’Europa e Mediterraneo.

2020 Milano “PANDEMIC COMMUNICATION”, BooKCity Accademia di Belle Arti di Brera, 6 incontri per 12 libri d’artista; Concesio “10 ANNI DI STORIA 10 ARTISTI PER IL FUTURO”, Museo Paolo VI, videoconferenza con i dieci artisti finalisti della terza edizione “Premio Paolo VI per l’arte contemporanea; Spoleto “Wunder, ADD-art delle meraviglie” ADD-ART, Concesio “selezione premio PAOLO VI”|2019 Todi “OPEN DOORS” Todi Festival|2018 Perugia ”BRANA” Museo Brajo Fuso|2016 Sofia “EUROPEAN CUTENESS ART” National Art Gallery; Bucarest “EUROPEAN CUTENESS ART” Palazzo del Parlamento|2015 San Demetrio Corone “BIENNALE D’ARTE CONTEMPORANEA MAGNA GRECIA”|2014 Foligno “RICOGNIZIONE 2014” Museo Ciac|2013 Bevagna “COSÌ IN CIEO COME IN TERRA” Carapace di Arnaldo Pomodoro; Perugia “TULL MUM EVERYTHING IS OK “ Palazzo Penna|2012 Genova “BEAUTY CASE” Galleria Il Vicolo; Stamford “FLORA AND FAUNA” Burghley Sculpture Garden|2011 Varese “ABITUALMENTE” Galleria Duet; Terni “SGUARDI DIVERSI” Lettura critica e autocritica di opere d’arte di alcuni giovani artisti presenti nell’esposizione permanente del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea “Aurelio De Felice”|2010 Perugia “SONNO” Palazzo della Penna|2009 Terni “COLLEZIONE PERMANENTE PINACOTECA”|2008 Ancona “ARRIVI E PARTENZE” Mole Vanvitelliana; Milano selezione premio SAN FEDELE|2006 Treviso “L’ARTE PER IL COSTRUIRE” ANCE|2005 Albissola “IL COLLEZIONISTA” Galleria Galliata; Pinerolo “E IO CHE ME LA PORTAI LA FIUME” Galleria En Plein Aire|2004 Palmaria “LUCIDAMENTE” Fortezza; Todi “ALL’OMBRA DI BRAMANTE” Galleria Extra Moenia; Amelia “FRAMMENTI TESSILI “ Biennale d’Arte Tessile Contemporanea II edizione, Museo Archeologico; Roma “ARTE CONTEMPORANEA 10- ARTE/SCIENZA DI PACE” Majorana; Alassio “FILIGRANE” Ex Chiesa Anglicana|2003 Trevi “LINEA UMBRA_01” Trevi Flash Art Museum; Albissola “FILIGRANE” Museo della Ceramica M. Trucco; Spoleto “DE MENTIS ORTIS” Palazzo Collicola|2001 Siena “CARTHUSIA” Certosa di Pontignano; Sarajevo “BIENNALE DEI GIOVANI ARTISTI DEL MEDITERRANEO” Galleria Nazionale d’Arte Moderna|2000 Genova “WELLCOME BIENVENU” concorso video, Acquario di Genova|1999 Volterra “SCENA IMPOSSIBILE” Teatro Persio Flacco|1998 Perugia “SENZATITOLO” Galleria Atelier|1996 Perugia “SANTA GIULIANA ARTE” complesso S. Giuliana.

Solo show
2016 Trevi #CHIAVEUMBRA mostra diffusa; Chiusi “LA CITTÀ di PERLA” Spazio Ulisse|2015 Deruta “LA CITTÀ di PERLA” Freemocco’s House|2015 Perugia “PortAmicasa” Zona Industriale 1|2005 Pinerolo “E IO CHE ME LA PORTAI LA FIUME” Galleria En Plein Aire|2002 Perugia “NOVE AL CUBO” Galleria Aletheia|1999 Perugia “ GABBIA” Galleria Aletheia.

 

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