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  -  Artisti   -  Ugo Levita

“Bramante, l’Aquila con la Tovaglia e altri Miti”

2014,

h.140 X l.300 cm,

Polittico visione intera.

“L’Aquila, il Fiume e la Donna” cm70X50, Olio su tela.

“L’Aquila, il Fiume e il Marte”  cm70X150, Olio e acrilico su tela.

“La Città che sale”  cm40X40, Olio su tela.

“Bramante, il Falconiere di Todi”  diam. cm.70, cm 90×90, Olio su tela.

 

“PSYCHEDELIC SAN GENNARO”

2020,

cm 76X56,

Olio su tavola.

 

 

 

“COSA SONO LE NUVOLE”

2016,

cm 50×50,

Olio su tela.

 

 

UGO LEVITA

 

“Manovale della Pittura che lavora nel campo dell’Immaginario”. Così si definisce Ugo Antonio Levita che nasce ad Acerra nella provincia napoletana nel 1958, e frequenta gli studi artistici prima a Napoli in seguito a Firenze. Si interessa ben presto all’arte fantastica e alla figurazione, cui si avvicina dopo essere rimasto affascinato dalle opere e dai testi surrealisti. Negli anni ottanta, a Napoli, in una situazione dominata dalle tendenze, insieme ad altri giovani dà vita ad un gruppo che andrà sotto il nome di Ascendente&Discendente, nel quale le varie esperienze portate proporranno un nuovo tributo al mondo dell’immaginario. Successivamente elabora una sua poetica che si muove in modo trasversale e autonomo all’interno delle culture e del tempo, acquisendo la consapevolezza del dinamismo e della complessità storica. Verso la fine degli anni novanta lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi lo presenta al critico mantovano Renzo Margonari, studioso delle tematiche legate alla ricerca surrealista e docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Verona, il quale sarà il curatore della sua prima mostra personale del 1998 nel castello di Acerra. In seguito a questo evento il critico e giornalista del quotidiano La Repubblica, Vitaliano Corbi lo inserisce nel suo volume: Quale avanguardia? L’arte a Napoli nella seconda metà del Novecento. Attualmente Levita collabora con Libellule LTD – Magic Realism, che ha sede ad Hong Kong, San Francisco e Parigi, la quale raccoglie artisti mondiali di ispirazione surrealista, con il Centre for Art of International Imaginary Realism in Danimarca. È stato inserito da Alfried Kostrewa critico d’arte di Hannover in Germania, nell’Euro-Bilder-Projekt, come rappresentante dell’Italia tra i paesi che hanno aderito alla moneta unica. In seguito sarà scelto per la realizzazione di un’opera che rappresenti l’unione dei suddetti paesi. In Umbria parteciperà, invitato dal giornalista e critico d’arte perugino Anton Carlo Ponti, all’edizione conclusiva di Terra di Maestri, il processo di storicizzazione dell’arte umbra del novecento, all’Umbria del Cuore del Festival di Corciano, Mevania in Chartis a Bevagna, al Festival Segni Barocchi a Foligno, al TodiFestival di Todi. Nel 2011 espone cinque opere alla 54a Biennale di Venezia, nel Padiglione Italia della sezione umbra. Nel 2014 le Poste Italiane, da un’opera di Levita, emettono una cartolina per le celebrazioni del cinquecentenario della morte dell’architetto Donato Bramante, con successivo annullo filatelico nel Tempio della Consolazione, all’interno del quale sarà esposta l’opera in questione. Espone al Grand Palais di Parigi nella mostra Comparaisons 2014. Nell’aprile 2015, Vittorio Sgarbi presenta su Rai2 il suo ritratto realizzato da Levita. Nello stesso anno è presente alla Expo Arte Contemporanea di Milano 2015, su progetto della Regione Lombardia e a cura di Vittorio Sgarbi. Lo stesso critico d’arte nel 2017 presenta la sua mostra personale a Firenze, e insieme a Francesca Sacchi Tommasi e a Ferdinando Creta quella ad Arcos-Museo d’arte contemporanea di Benevento. Nel 2020 espone di nuovo al Grand Palais di Parigi nella mostra Comparaisons 2020, dedicata alla figura di Jean de La Fontaine; la stessa mostra si sposta alla 6th Biennale internazionale di Arte Fantastica a Viechtach in Germania.
“Napoletano verace, ma trapiantato in Umbria, Ugo Levita è pittore che unisce il “cervello”, fervido d’immaginazione fremente, all’abilità pittorica, quel virtuosismo di cui si è perso oggigiorno il gusto, la sfida, il senso, la bellezza, la necessità. Al trucco scoperto delle avanguardie epigoniche tutto stupore e ferocia, non di Kandinskji, Pascali, Klee, Burri, Duchamp, Pollock, Manzoni, Fontana…, Levita oppone una pittura di fantasie e di sogni, di incubi e di miti, di simboli e di miracoli, il tutto in un intrico di piani e di flash back, di commistioni e di intarsi. Un mondo il suo pieno di misteri e di narrazioni circolari, dove lo spazio e il tempo si trovano in somma sintonia, dentro la storia audace e onirica dell’utopia, in un universo di figure trasfigurate e di corpi o volti che non sai se più umani o angelici. Una pittura di sterminata felicità, nonostante la realtà.”Così scrive Anton Carlo Ponti a proposito di Levita.Ondaperpetua prima e Imaginifica ora, sono i progetti che identificano la sua poetica e che lo rappresentano culturalmente.Dopo un breve periodo nella Tuscia viterbese, nel 2001 si trasferisce in Umbria in una ex casa colonica nei dintorni di Todi, a Canonica, dove ha realizzato il suo studio e uno spazio espositivo permanenti. Si sono interessati della sua opera, tra gli altri a vario titolo, i critici, giornalisti, artisti e scrittori: Giorgio Agnisola, Andrea Baffoni, Jon Beinart, Claus Brusen, Marinella Caputo, Nino Caruso, Bruno Ceccobelli, Leonardo Cecconi, Giorgio Celli, Beppe Chierici, Ferdinando Creta, Francesco Creta, Alberto D’Atanasio, Philippe Daverio, Emidio De Albentiis, Francesca Duranti, Pierre Fogli, Zoe Fragoulopoulou, Diego Fusaro, Janus, Alfried Kostrewa, Paolo Lesino, Michele Loffredo, Pippo Lombardo, Mino Lorusso, Angela Mallardo, Renzo Margonari, Massimo Mattioli, Aniello Montano, Valentina Parasecolo, Rosario Pinto, Antonio Carlo Ponti, Giacomo Maria Prati, Francesco Revel, Anna Lia Sabelli Fioretti, Francesca Sacchi Tommasi, Catherine Saez, Francesco Santaniello, Giovanni Serafini, Vittorio Sgarbi, Alessandra Sgueglia, Isabella Zaffarami, Enrico Zenobi.

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