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“ALBERO PNEUMATICO”

2020,

70 x 33 cm,

Pneumatico, Fosforo, Lampada UV, Interruttore.

 

L’Albero dello Pneumatico

L’opera nasce da uno pneumatico slick, per le gare del campionato NASCAR. Guardando il battistrada deteriorato dal suo percorso, il suo passato è presente in un istante. All’interno abbiamo voluto realizzare lo studio arboreo sulla Hevea brasiliensis, la pianta della gomma, dalla quale si ricava il lattice, che è servito per creare il suo contenitore, ormai a fine vita, ora custode dell’albero che lo ha generato… Si passa dalla forma del seme a quella del fiore e poi del frutto, a quello della foglia e dell’albero stesso nel suo massimo sviluppo, e sul tronco l’incisione imposta dall’uomo per la raccolta della risorsa, il caucciù, con un taglio che ricorda le tassellature delle gomme da bagnato, ed è stato realizzato con una vernice verde luminescente al fosforo, reattiva alla lampada UV (ultravioletti o lampada nera) per dare risalto, quando si accende un riflettore sul suo contenuto, ad una realtà misconosciuta: l’Albero dello Pneumatico è un monito per ricordare a chi lo osserva che le foreste amazzoniche vengono abbattute per piantare quello di cui l’uomo moderno ha necessità, per soddisfare il suo fabbisogno di richiesta tecnologica, di cui non può fare più a meno: l’albero della gomma insieme a quello di palma da cui si ricava l’olio, sono i malcapitati responsabili, a cui si attribuisce la devastazione della biodiversità di flora e fauna e della causa della distruzione delle aree dove intere popolazioni indigene avevano mantenuto le loro tradizioni di tecnologia primitiva da millenni.

 ”OMAGGIO A  JANNIS KOUNELLIS”

2019,

Pneumagrafìa Nascar su carta fatta a mano, finestrini Fiat Panda, calamite.

”COLAZIONE SULL’ERBA”

2018,

80 x 60 cm,

Pneumagrafìa su carta fatta a mano e intelaiata, Bob Cat 553.

 

 

 

 

 

 

Auro e Celso Ceccobelli (Roma, 1986) si sono diplomati all’Istituto d’Arte di Deruta (PG), presso la sezione ceramica. La loro ricerca artistica si esprime grazie ai medium della scultura performativa, della pittura e dell’installazione video e cerca di riequilibrare il rapporto fra natura, uomo e tecnologia. Le loro opere sono state esposte in Italia e all’estero, si segnalano:

Mostre personali:

Tributo a Beverly Pepper, Todi (2020); Fondazione Aldega Amelia (2019); Festival di Todi (2018); CIAC Store – Book Shop Museo CIAC Foligno (2016); Museo Nazionale Ravenna (2016); Fondazione Pastificio Cerere Roma (2015); Galleria per Mari e Monti Civitanova Marche (2014); Museo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese Roma (2014); Galleria Studio d’Arte Fedele Monopoli (2010); Fondazione VOLUME! Roma (2009/2010)

Mostre collettive:

Museo Camusac Cassino (2020); Tian Tai Tsintao Cina (2020); Linee d’Umbria Rocca di Umbertide (2020); Asmalimescit Art Gallery Beyoglu Istanbul (2019); Spazio Thetis Venezia (2019); Archivio Centrale dello Stato Roma (2018); Palazzo Collacchioni Capalbio (2017); Scriptorium Abbazia di San Galgano Siena (2017); Galleria Seno Milano (2016); Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Saint Etienne Metropole Francia (2015-2016); Fondazione VOLUME! Roma (2013); Galleria Bibo’s Place Todi (2013); Galleria Limen 895 Roma (2010).

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